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Ristrutturazioni edilizie: cosa cambia nel 2025 e 2026

Il 2025 segna la fine definitiva della cessione del credito e dello sconto in fattura per quasi tutti i bonus edilizi, a seguito del D.L. 212/2023, convertito nella L. 17/2024. Le agevolazioni tornano quindi alla gestione “ordinaria”, con detrazioni d’imposta usufruibili solo in dichiarazione.

La L. 207/2024 (legge di bilancio 2025), con i chiarimenti dalla Circ. AE n. 8 del 19.06.2025 ed i più recenti aggiornamenti previsti dal DDL di bilancio 2026 hanno rivisto i benefici fiscali come segue.

Per gli interventi di ristrutturazione ex art. 16-bis TUIR, la detrazione al 50% resta confermata dal 2025 soltanto per l’abitazione principale e relative pertinenze mentre per le altre abitazioni torna al 36%, con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.

Tale misura risulta attualmente prorogata anche per l’anno 2026.
I famigliari conviventi del titolare di diritto reale sull’abitazione principale, qualora abbiano sostenuto le spese, non possono più godere dal 2025 della detrazione del 50% come avveniva in passato, ma il beneficio scende al 36%.

Anche per l’Ecobonus ed il Sismabonus le percentuali di detrazione si sono uniformate per il 2025 ed il 2026 in modo analogo alle percentuali di detrazione e limiti di spesa previsti per gli interventi di ristrutturazione.

Il Bonus Mobili, spettante per l’acquisto di mobili / grandi elettrodomestici destinati agli immobili oggetto di interventi di recupero edilizio,  è previsto nella misura del 50% entro il limite di spesa di 5.000 euro per gli anni 2025 e 2026.

Per il Superbonus è invece previsto che, per gli interventi di Sismabonus e di Ecobonus, fermi restando i limiti di spesa previsti per i singoli interventi e non considerando le numerose eccezioni, le percentuali di detrazione siano stabilite per il 2025 nella misura del 65%.

Si ricorda che, per tutti i lavori che comportano un risparmio energetico, rimane fermo l’obbligo di inviare una comunicazione all’ENEA.

Attualmente, è già prevista una generale rimodulazione delle aliquote di tutte le tipologie di interventi per l’anno 2027; ciò sarà oggetto di approfondimento in un successivo articolo.